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giovedì 19 aprile 2012

Social media for social change



Siamo in Ghana, dove il 7 e il 28 Dicembre 2012 la popolazione sarà chiamata a votare per eleggere il nuovo Presidente e rinnovare il Parlamento. Ma c'è il rischio di ripetere quanto già accaduto molte altre volte, cioè ritrovarsi con elezioni truffa per via di chi vota più volte, magari anche per i parenti defunti da un pezzo ma ancora iscritti nell'elenco votanti.
Per evitare ciò è stato indetto il programma "social media for social change", al fine di comporre delle liste elettorali affidabili e compiere il primo passo necessario allo sviluppo di una nazione: libere e corrette elezioni. Il tutto accompagnato da una forte opera di comunicazione, in particolar modo via web, necessaria per fare chiarezza e rendere i cittadini realmente consapevoli di quello che sta accadendo.
Come dire: quando il web è al servizio della democrazia...

martedì 17 aprile 2012

Il giornalismo migliore si fa sul web


Proprio ieri è stato assegnato il Premio Pulitzer 2012. Come si potrà notare girando un po' per il web, quest'anno il prestigioso premio vede il (definitivo) riconoscimento del giornalismo online.
Questo, oltre a rafforzare la convinzione che ormai il web è e sarà il padrone della comunicazione mondiale e di ogni sua implicazione, mi risporta alla mente Michele Santoro, uno che sul web ci si è trovato quasi constretto ma che, tutto sommato, ha trovato il miglior modo di fare informazione senza più dover rendere conto a direttori e padroni vari. Dopo la sua prima puntata di Servizio Pubblico,qualcuno scrisse che era nata la terza TV del Paese...
Di seguito, tutti i riconoscimenti del Premio Pulitzer 2012.

sabato 14 aprile 2012

E l'accesso gratuito al web?


Leggo dell'assegnazione delle frequenze televisive, che potrebbero essere assegnate gratuitamente a Rai e Mediaset, e di tutte le conseguenze, positive e non, che questo comporterebbe. E mi chiedo: ma internet? Semra ormai banale dire che la rete non è più il futuro, ma il presente della comunicazione. E fa riflettere che ancora si discuta di TV senza fare mai niente di concreto per il web. Credo che il web oggi svolga lo stesso ruolo formativo che ha svolto la televisione per molti anni. Oggi la gente legge, informa e si informa sul web e la tv, a parte l'intrattenimento e ancora un po' di approfondimento e di informazione, ha perso il suo ruolo di faro informativo. Perchè allora non si affronta di petto la questione web? Il libero accesso ad internet oggi rappresenterebbe un chiaro segnale del nostro Paese che non si troverebbe più a rincorrere gli altri per stare al passo coi tempi; significherebbe puntare entrambi i piedi nel mondo moderno, oltre all'abbassamento delle spese per i cittadini che, almeno per la comunicazione, si troverebbero a risparmiare qualche soldo.

venerdì 30 marzo 2012

Il rischio di confondere il copyright con il diritto all'informazione


Torniamo a parlare di diritto d'autore e Agcom. Qualche giorno fa trattai questo argomento in un post, riprendendo l'idea che girava in rete riguardante la possibilità per l'Agcom di oscurare la rete. Le poliemiche e le idee le abbiamo già illustrate. Oggi, sempre su repubblica.it troviamo un nuovo articolo dedicato, sulla presunta bozza, definita, più che una bozza di legge, un appunto, un promemoria.

"In sintesi la bozza dice che l'Agcom diventa l'autorità competente a intervenire sulle violazioni del diritto d'autore, a perseguirle, a tentare la risoluzione extragiudiziali delle controversie che ne derivano, a disporre sanzioni pecuniarie ma anche a occuparsi della disabilitazione dell'accesso al servizio o, solo se possibile, ai contenuti resi accessibili in violazione della legge 22 aprile 1941, n. 633".

Io non ci leggo niente di nuovo, tranne per un altro presunto passaggio della altrettanto presunta bozza:
"il passaggio che più preoccupa è quello che parla della"completa disabilitazione dell'accesso al servizio telematico". Non si sa se può essere intesa sia come interruzione della connessione del singolo utente stile Hadopi, sia come inibizione dell'accesso al sito, così come consentito all'autorità giudiziaria ad es. nel  caso The Pirate Bay, cosa più probabile secondo l'avvocato Marco Scialdone di Agorà digitale".

Diciamo che finché non vediamo la bozza non possiamo trarre conclusioni, ma sopratutto, una bozzza non è una legge che, come spesso accade, nel''iter previsto per la sua approvazione, potrebbe essere stravolta e arrivare ad essere approvata in modo completamente differente da come era stata proposta.
Restano però la certezza che la materia è molto delicata e bisognosa di una legge chiara e decisa, insieme all'amarezza per un argomento così difficile da trattare, con l'incubo di interessi privati a farla da padrone, e l'idea di "disabilitazione all'accesso al servizio telematico". Speriamo che questo provvedimento, se approvato, venga utilizzato in modo responsabile e con parsimonia, perché bloccare l'accesso al web a quel punto non significa più soltanto tutelare il copyright, ma anche impedire la libera possibilità di un cittadino, anche se colpevole, di informarsi. Infrangere insomma il diritto all'informazione, che non c'entra niente con film e musica pirata.

lunedì 26 marzo 2012

Mediatore web, prove di dialogo U.S.A. - Iran


"Gli Stati Uniti cercano il dialogo con l'Iran e non c'è alcuna ragione perché i due paesi siano divisi".

E' il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama a pronunciare questa discutibile affermazione; e dico discutibile perchè basta guardare il video per ricordarsi, qualora ce ne fosse bisogno, di come siano i rapporti tra i due Stati. La riflessione di Obama partiva da una critica che riguardava proprio l'uso del web, alla censura applicata dal governo iraniano colpevole di aver fatto calare sul Paese una "cortina elettronica" che impedisce il libero flusso di informazioni e di idee via internet. "Le tecnologie che dovrebbero rafforzare i cittadini vengono usate per reprimerli", ha detto aggiungendo che "il suo governo sta lavorando alle linee guida per facilitare il lavoro degli uomini d'affari statunitensi che portano software e servizi in Iran per sviluppare nel paese l'accesso al web per tutti gli iraniani".
Se da un lato il web è un'ama volta alla repressione e alla sottomissione della popolazione, dall'altra il web è il pretesto per provare a riaprire un dialogo e, perchè no, anche qualche altra opportunità dei mercato.
Ma, al di là dei pretesti, c'è da dire che il Presidente Obama ha trovato l'unica chiave possibile da usare per arginare il potere del presidente Ahmadinejad. Un popolo informato e, di conseguenza consapevole, è un popolo impossibile da sottomettere; con tutti i benefici per i paesi vicini...

venerdì 2 marzo 2012

La protesta della rete


Immaginate un mondo senza libera conoscenza…

Queste sono le parole pubblicate sulla home page di wikipedia “english”, in segno di protesta contro il decreto legge “SOPA”  proposto negli U.S.A..

Il 18 gennaio 2012 c’è stata una grande protesta del e nel web contro questo decreto. L’obiettivo della legge è quello di contrastare la pirateria online, tutelando così il diritto d’autore di case editrici, cinematografiche e discografiche. Il rischio però è quello di bloccare il naturale e libero sviluppo della rete, come dichiara anche Barack Obama che si è detto contrario a questa legge.
Immaginiamo un mondo senza libera conoscenza, immaginiamo un mondo in cui i governi tentino di far circolare solo ciò che “loro” ritengono giusto. Ci sono paesi come la Cina o l’Iran, che hanno iniziato così… E mi sento di poter dire che "noi non siamo la Cina!!!"
Mi piace ancora credere negli States come ad un luogo libero, un sogno amerciano eterno in cui ognuno può essere artefice del proprio destino. E come fare, nel terzo millennio, se non circola liberamente ogni genere di conoscenza?
È vero, il diritto d’autore va tutelato; ma innalzare le barricate contro il web personalmente non credo potrà portare ad una soluzione. Volenti o nolenti le case editrici dovranno adeguarsi al potere del web. E i governi trovare un  nuovo concetto di regolamentazione, perché un taglio lineare di questo tipo porta danno e malcontento. E poi, per un Obama che si schiera contro la legge, c’è un Murdoch che si schiera a favore… Visto che tutti inneggiano al presidente americano come esempio e modello da seguire per un mondo più democratico e migliore, abbiamo bisogno di altri segnali per capire qual è la strada giusta da imboccare?
Chissà se la rete, nata come sistema di condivisione di informazioni, riuscirà a mantenere il suo obiettivo o sarà trasformata in un normalissimo mezzo di comunicazione...

venerdì 3 febbraio 2012

Quella noiosa questione chiamata "libertà di stampa"


"Non posso accettare che ci siano persone che non possono esprimersi liberamente nella televisione italiana".

A pronunciare queste parole è stato Michele Santoro ospite da Fabio Fazio a "Che tempo che fa". Fa riflettere pensare che davvero ci sia bisogno di ribadire questo concetto, in un Paese che si siede al tavolo degli 8 più potenti al mondo, la terza economia d'Europa, sopratutto uno Stato civile, industrializzato, e libero. Fa riflettere perché, se davvero c'è bisogno di ribadire questo concetto, vuol dire che qualcosa nella nostra informazione davvero non va. Bisognerebbe chiedersi cosa spinge il conduttore dello show più seguito in Rai di tutta la stagione 2010/2011 (secondo per ascolti solo alla Formula 1) a dover andare in giro per piccole emittenti e per il grande web per fare il proprio lavoro, e dichiarare di nuovo che in Italia ci sono persone che non possono esprimersi liberamente. Nemmeno io posso accettarlo, ma sopratutto faccio fatica ad accettare il fatto che molte, troppe persone proprio non si interroghino su questo, come se fosse solo una "questione Santoro". Sarà che la libertà di stampa non fa più notizia, ma credo che proprio in questi periodi, in cui temi fondamentali per una democrazia non affascinano più, è il momento di stare in allerta.